esperienze psicoanalitiche... pensieri d'autore
SEI ARRESTI
PER VIOLENZA SESSUALE:
PIAGA DA NORD A SUD

ROMA - Non ha fine la piaga della violenza sessuale: solo oggi sei uomini sono stati colpiti da altrettanti provvedimenti restrittivi per abusi compiuti su donne. A Milano un bulgaro di 26 anni è stato sottoposto a fermo con l'accusa di aver violentato la moglie e un'altra donna, entrambe romene, che costringeva anche a prostituirsi. E' stata una delle due vittime, di 40 anni, a raccontare la situazione in cui era costretta a vivere: ha detto di essere giunta in Italia per prostituirsi dovendo mantenere i figli e il marito rimasti in Romania e che è stata costretta dal bulgaro a convivere con lui e la moglie, entrambe costrette a prostituirsi per lui e sottoposte ad abusi. Le due romene sono state sistemate in comunità protette. L'uomo è accusato di violenza sessuale, sequestro di persona, induzione alla prostituzione e maltrattamenti. A Sondrio si terrà nelle prossime ore l'interrogatorio di convalida del fermo davanti al Gip dell'operaio algerino, con regolare permesso di soggiorno, accusato di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di una valtellinese di 49 anni. La violenza sessuale è avvenuta dopo che l'immigrato aveva trascorso la serata di giovedì con la vittima e altri due amici, un'altra donna italiana e un marocchino, in un paio di bar del capoluogo valtellinese. Poi la comitiva, a notte fonda, si era spostata in riva al torrente Mallero, sempre in città, dove il marocchino, che faceva parte del gruppo, vive da qualche tempo all'interno di una tenda. All'esterno del capanno si è consumato lo stupro ai danni di una quarantanovenne, rimasta in balia dell'algerino per circa un'ora. L'altro straniero, in compagnia di un'altra valtellinese, invece, era all'interno della tenda. L'episodio è avvenuto in un ambiente di alto degrado. Dopo lo stupro, l'algerino è fuggito. La donna vittima della violenza sessuale, con gli abiti sporchi di sangue e lividi al volto e alla schiena per la colluttazione avuta con lo stupratore nel tentativo di resistergli, ha dato lei stessa l'allarme al 113 ed è stata trasportata con un'ambulanza all'ospedale civile di Sondrio. L'algerino è stato rintracciato e fermato poche ore dopo. La polizia ha arrestato a Cosenza due rumeni, Elvis Marcius, di 23 anni, e Adrian Sava, di 24, con l'accusa di avere sequestrato e violentato una ragazza boliviana. I fatti che hanno portato all'arresto dei due rumeni risalgono al 28 febbraio scorso, quando la giovane boliviana era andata ad una festa insieme al fidanzato col quale, successivamente, ebbe una lite. I due rumeni, che la boliviana conosceva, hanno poi offerto alla giovane un passaggio per accompagnarla a casa. Durante il tragitto, Marcius e Sava hanno portato la ragazza in una casa dove l'hanno tenuta segregata, violentandola per tutta la notte. A Barletta (Bari), ricercato con l'accusa di aver compiuto atti sessuali con una tredicenne, di aver maltrattato la moglie trentacinquenne, la figlia di otto anni e una ragazzina di 15 anni che la moglie aveva avuto da un altro uomo, un pluripregiudicato di 43 anni, di Barletta, si è costituito. E sempre in provincia di Bari, a Trani, un magrebino di 56 anni è stato arrestato dai carabinieri a Trani con l'accusa di aver violentato la sua ex compagna. Medicata in ospedale, la vittima della violenza è stata giudicata guaribile in dieci giorni: sul corpo ha diverse escoriazioni.

ANSA 2008-05-10 18:31
(7)
ESSERE
DONNE
NEL MONDO
CONTEMPORANEO











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La prima causa di morte delle donne tra i 16 e i 60 anni in EUROPA e' la VIOLENZA. DUECENTO MILIONI DI DONNE SPARITE. Un rapporto denuncia gli orrori del genocidio nascosto: MUTILAZIONI-sono 2 milioni le bimbe e ragazze vittime ogni anno di mutilazioni genitali (infibulazione). STUPRI-Un quinto delle donne del pianeta è vittima di stupro o di tentato stupro nel corso della vita. OMICIDI-Tra 1,5 e 3 milioni di bambine e di donne vengono uccise ogni anno solo perchè femmine. PROSTITUZIONE-Tra 700mila e 4 milioni di donne sono costrette a prostituirsi ogni anno. Le statistiche parlano chiaro: circa 200 milioni di donne, ragazze e bambine sono "demograficamente scomparse". Un eufemismo che nasconde uno dei più scioccanti crimini contro l'umanità: la sistematica eliminazione delle femmine, solo in quanto tali vittime di omicidi, fame, povertà e discriminazioni di ogni tipo. L'inoppugnabile "soluzione finale" per molte, inizia già prima di nascere. "Almeno 60 milioni di bambine sono state cancellate in seguito ad infanticidi o aborti selettivi di feti femmine"-spiega Amartya Sen, premio Nobel per l'economia 1998 che si avvale dell'OMS. In paesi quali Cina, Corea del sud, India e Nord Africa, le pratiche anti-bambine sono all'ordine del giorno, tanto che nell'ultimo censimento cinese il rapporto maschio-femmina è stato stravolto. Stessa cosa in India. Ma la condanna in base al sesso prosegue anche dopo la pubertà: ogni anno 3 milioni di donne e di ragazze sono uccise perchè femmine. Ovvero più dei 2,8 milioni di individui stroncati dall'AIDS e dei 1,2 milioni falciati dalla malaria. Per non parlare delle 5mila donne che ogni anno muoiono bruciate in incidenti domestici da cucina provocati dalla famiglia dello sposo quando la dote è considerata insufficiente. Dalla Cambogia agli USA e dalla Thailandia alla Svizzera, la violenza domestica resta,in assoluto la più diffusa, tanto che una percentuale oscillante tra il 40 e il 70% delle donne assassinate nel mondo, è vittima di mariti o fidanzati. Il 47% delle donne uccise in Egitto è eliminato da un parente dopo uno stupro che "infanga la reputazione della famiglia". In Pakistan almeno tre donne vengono freddate ogni giorno in "omicidi d'onore" che restano impuniti al 100% perchè come denuncia l'attivista Nahida Mahbooba Elahi "la polizia li giudica affari privati e si rifiuta regolarmente di perseguirli". Nel 2005 la violenza sessuale contro donne continua ad affliggere una donna su cinque, e non solo nei paesi in via di sviluppo, portando il totale delle donne violentate ad oltre 700 milioni: 25 milioni solo negli USA. Un netto peggioramento si è registrato anche nel commercio illegale di "schiave del sesso" che oggi affligge tra i 700mila e i 2 milioni di donne e ragazze vendute ogni anno tra i confini internazionali. Nonostante le crociate internazionali sono in aumento un pò dovunque i casi di mutilazione ( infibulazione) genitale: 6mila al giorno per un totale di circa 130milioni nel mondo. Nei paesi dove solo i maschi hanno accesso alla Sanità, sono 600mila le donne che muoiono durante il parto: una cifra uguale al genocidio del Rwanda nel 1994 ma ripetuta anno per anno. Questo panorama sconcertante è strettamente legato alla mancanza di potere politico rosa in un mondo in cui le donne costituiscono oltre i due terzi dei 2,5 miliardi di persone costrette a vivere con meno di 2 dollari al giorno, nonchè il 66% degli analfabeti; in cui nonostante le battaglie decennali del femminismo esse hanno in mano soltanto l'1% delle terre del pianeta, il 14% dei seggi parlamentari e il 7% dei ministeri di governo. "La maglia nera" appartiene a tutti: non esistono vincitori di bestialita' esistono solo bestie, che dovrebbero essere punite, altro che religioni. Ancor oggi nei paesi a maggioranza musulmana viene praticata l'infibulazione, barbara usanza recentemente perseguibile penalmente in Italia ( mi riferisco anche a coloro che abusano della loro professione in ambulatori spesso improvvisati) perchè assimilabile alla tortura e alla violenza sulla donna. Prescindendo dagli aspetti politici e focalizzandoci sull'aspetto umano di questi crimini e abusi ( diritti umani ), penso che quello della violenza sulle donne sia un problema umano mondiale inderogabile al cui confronto Vallettopoli non è certo una priorità: essa e' dovunque: diffusa in ogni popolo, in ogni cultura, in ogni fascia sociale del pianeta, allo stesso modo dell'ignoranza e delle discriminazioni razziali e sociali. Secondo l' UNICEF mancano all'appello in India, tra donne e bambine, circa 50 MILIONI di persone. La maggior parte delle violenze avviene all'interno della famiglia (alla faccia del Family Day!). Da varie storie, raccontate sempre vincendo la vergogna e con estrema difficoltà e imbarazzo, emerge il fatto che prima di prendere coscienza e di ribellarsi molte donne hanno subito maltrattamenti e percosse per anni anche quando erano incinte, e alla domanda: - PERCHE' hai subito tutto ciò ?- la risposta è stata quasi sempre la stessa: - Per le minacce (più o meno esplicite) e per la PAURA fisica e psicologica che mariti o padri ci incutevano.- Per uscire da questa spirale di violenza bisogna cambiare la cultura dell'uomo e della donna stessa già in seno alla famiglia d'origine, nella quale ancor oggi i genitori fanno differenza tra il figlio maschio e la figlia femmina (doppia morale in base al sesso di appartenenza). Poi c'è la società, responsabile della discriminazione tra i sessi nei luoghi di lavoro, nei posti dirigenziali, al governo, dai quali la donna è quasi esclusa: sorprendente il risultato di una ricerca sulla situazione delle donne rispetto a quella maschile svolta dal World Economic Forum, un'organizzazione internazionale indipendente, riferito all'anno 2006 e basato su quattro fattori di valutazione: partecipazione e opportunità economiche; accesso all'educazione; influenza e potere politico; salute e aspettative di vita. Il report del "gap" tra i sessi per il 2006 riguarda tutti i Paesi dell'Unione Europea, 20 dell'America Latina e Caraibi, più di 20 dell'Africa e 10 del mondo Arabo. Tutti insieme questi 115 Paesi coprono circa il 90% della popolazione mondiale. Ecco la classifica delle 10 nazioni in cui lo status femminile si avvicina molto a quello maschile: 1. Svezia 2. Norvegia 3. Finlandia 4. Islanda 5. Germania 6. Filippine 7. Nuova Zelanda 8. Danimarca 9. Regno Unito 10. Irlanda. Gli Stati Uniti si piazzano al 22esimo posto, mentre chiudono la classifica il Chad, l'Arabia Saudita e lo Yemen. L'Italia si piazza solo 77esima, come fanalino di coda dell'Unione Europea, escludendo Cipro. Credo poi che oggi la donna, spesso rassegnata, non faccia abbastanza per ergersi con maggiore autoconsapevolezza e decisione a difesa dei propri diritti, lottando per una condizione degnamente umana da ogni punto di vista: condizione dalla quale a tutt'oggi è troppo spesso esclusa.
http://www.feltrinelli.it/FattiLibriInterna?id_fatto=8777

...
Bisogna imparare a fare delle cose importanti.
Bisogna avere delle idee grandi.
Bisogna riempire gli occhi e il cuore di cose
che siano all'inizio di un grande sogno.
...
A.Tarkovskij
______________________________
ma i sogni
potranno vivere e guidarci
solo se
continueremo a lottare
senza MAI darci per vinti
...
SFreud
(6)
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"Almeno 60 milioni di bambine sono state cancellate in seguito ad infanticidi o aborti selettivi di feti femmine"-spiega Amartya Sen, premio Nobel per l'economia 1998 che si avvale dell'OMS. In paesi quali Cina, Corea del sud, India e Nord Africa, le pratiche anti-bambine sono all'ordine del giorno, tanto che nell'ultimo censimento cinese il rapporto maschio-femmina è stato stravolto. Stessa cosa in India. Ma la condanna in base al sesso prosegue anche dopo la pubertà: ogni anno 3 milioni di donne e di ragazze sono uccise perchè femmine. Ovvero più dei 2,8 milioni di individui stroncati dall'AIDS e dei 1,2 milioni falciati dalla malaria. Per non parlare delle 5mila donne che ogni anno muoiono bruciate in incidenti domestici da cucina provocati dalla famiglia dello sposo quando la dote è considerata insufficiente. Dalla Cambogia agli USA e dalla Thailandia alla Svizzera, la violenza domestica resta,in assoluto la più diffusa, tanto che una percentuale oscillante tra il 40 e il 70% delle donne assassinate nel mondo, è vittima di mariti o fidanzati. Il 47% delle donne uccise in Egitto è eliminato da un parente dopo uno stupro che "infanga la reputazione della famiglia". In Pakistan almeno tre donne vengono freddate ogni giorno in "omicidi d'onore" che restano impuniti al 100% perchè come denuncia l'attivista Nahida Mahbooba Elahi "la polizia li giudica affari privati e si rifiuta regolarmente di perseguirli". Nel 2005 la violenza sessuale contro donne continua ad affliggere una donna su cinque, e non solo nei paesi in via di sviluppo, portando il totale delle donne violentate ad oltre 700 milioni: 25 milioni solo negli USA. Un netto peggioramento si è registrato anche nel commercio illegale di "schiave del sesso" che oggi affligge tra i 700mila e i 2 milioni di donne e ragazze vendute ogni anno tra i confini internazionali. Nonostante le crociate internazionali sono in aumento un pò dovunque i casi di mutilazione ( infibulazione) genitale: 6mila al giorno per un totale di circa 130milioni nel mondo. Nei paesi dove solo i maschi hanno accesso alla Sanità, sono 600mila le donne che muoiono durante il parto: una cifra uguale al genocidio del Rwanda nel 1994 ma ripetuta anno per anno. Questo panorama sconcertante è strettamente legato alla mancanza di potere politico rosa in un mondo in cui le donne costituiscono oltre i due terzi dei 2,5 miliardi di persone costrette a vivere con meno di 2 dollari al giorno, nonchè il 66% degli analfabeti; in cui nonostante le battaglie decennali del femminismo esse hanno in mano soltanto l'1% delle terre del pianeta, il 14% dei seggi parlamentari e il 7% dei ministeri di governo. "La maglia nera" appartiene a tutti: non esistono vincitori di bestialita' esistono solo bestie, che dovrebbero essere punite, altro che religioni. Ancor oggi nei paesi a maggioranza musulmana viene praticata l'infibulazione, barbara usanza recentemente perseguibile penalmente in Italia ( mi riferisco anche a coloro che abusano della loro professione in ambulatori spesso improvvisati) perchè assimilabile alla tortura e alla violenza sulla donna. 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Un netto peggioramento si è registrato anche nel commercio illegale di "schiave del sesso" che oggi affligge tra i 700mila e i 2 milioni di donne e ragazze vendute ogni anno tra i confini internazionali. Nonostante le crociate internazionali sono in aumento un pò dovunque i casi di mutilazione ( infibulazione) genitale: 6mila al giorno per un totale di circa 130milioni nel mondo. Nei paesi dove solo i maschi hanno accesso alla Sanità, sono 600mila le donne che muoiono durante il parto: una cifra uguale al genocidio del Rwanda nel 1994 ma ripetuta anno per anno. Questo panorama sconcertante è strettamente legato alla mancanza di potere politico rosa in un mondo in cui le donne costituiscono oltre i due terzi dei 2,5 miliardi di persone costrette a vivere con meno di 2 dollari al giorno, nonchè il 66% degli analfabeti; in cui nonostante le battaglie decennali del femminismo esse hanno in mano soltanto l'1% delle terre del pianeta, il 14% dei seggi parlamentari e il 7% dei ministeri di governo. "La maglia nera" appartiene a tutti: non esistono vincitori di bestialita' esistono solo bestie, che dovrebbero essere punite, altro che religioni. Ancor oggi nei paesi a maggioranza musulmana viene praticata l'infibulazione, barbara usanza recentemente perseguibile penalmente in Italia ( mi riferisco anche a coloro che abusano della loro professione in ambulatori spesso improvvisati) perchè assimilabile alla tortura e alla violenza sulla donna. 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Poi c'è la società, responsabile della discriminazione tra i sessi nei luoghi di lavoro, nei posti dirigenziali, al governo, dai quali la donna è quasi esclusa: sorprendente il risultato di una ricerca sulla situazione delle donne rispetto a quella maschile svolta dal World Economic Forum, un'organizzazione internazionale indipendente, riferito all'anno 2006 e basato su quattro fattori di valutazione: partecipazione e opportunità economiche; accesso all'educazione; influenza e potere politico; salute e aspettative di vita. Il report del "gap" tra i sessi per il 2006 riguarda tutti i Paesi dell'Unione Europea, 20 dell'America Latina e Caraibi, più di 20 dell'Africa e 10 del mondo Arabo. Tutti insieme questi 115 Paesi coprono circa il 90% della popolazione mondiale. Ecco la classifica delle 10 nazioni in cui lo status femminile si avvicina molto a quello maschile: 1. Svezia 2. Norvegia 3. Finlandia 4. Islanda 5. Germania 6. Filippine 7. Nuova Zelanda 8. Danimarca 9. Regno Unito 10. 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http://www.feltrinelli.it/FattiLibriInterna?id_fatto=8777

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Questo panorama sconcertante è strettamente legato alla mancanza di potere politico rosa in un mondo in cui le donne costituiscono oltre i due terzi dei 2,5 miliardi di persone costrette a vivere con meno di 2 dollari al giorno, nonchè il 66% degli analfabeti; in cui nonostante le battaglie decennali del femminismo esse hanno in mano soltanto l'1% delle terre del pianeta, il 14% dei seggi parlamentari e il 7% dei ministeri di governo. "La maglia nera" appartiene a tutti: non esistono vincitori di bestialita' esistono solo bestie, che dovrebbero essere punite, altro che religioni. Ancor oggi nei paesi a maggioranza musulmana viene praticata l'infibulazione, barbara usanza recentemente perseguibile penalmente in Italia ( mi riferisco anche a coloro che abusano della loro professione in ambulatori spesso improvvisati) perchè assimilabile alla tortura e alla violenza sulla donna. Prescindendo dagli aspetti politici e focalizzandoci sull'aspetto umano di questi crimini e abusi ( diritti umani ), penso che quello della violenza sulle donne sia un problema umano mondiale inderogabile al cui confronto Vallettopoli non è certo una priorità: essa e' dovunque: diffusa in ogni popolo, in ogni cultura, in ogni fascia sociale del pianeta, allo stesso modo dell'ignoranza e delle discriminazioni razziali e sociali. Secondo l' UNICEF mancano all'appello in India, tra donne e bambine, circa 50 MILIONI di persone. La maggior parte delle violenze avviene all'interno della famiglia (alla faccia del Family Day!). Da varie storie, raccontate sempre vincendo la vergogna e con estrema difficoltà e imbarazzo, emerge il fatto che prima di prendere coscienza e di ribellarsi molte donne hanno subito maltrattamenti e percosse per anni anche quando erano incinte, e alla domanda: - PERCHE' hai subito tutto ciò ?- la risposta è stata quasi sempre la stessa: - Per le minacce (più o meno esplicite) e per la PAURA fisica e psicologica che mariti o padri ci incutevano.- Per uscire da questa spirale di violenza bisogna cambiare la cultura dell'uomo e della donna stessa già in seno alla famiglia d'origine, nella quale ancor oggi i genitori fanno differenza tra il figlio maschio e la figlia femmina (doppia morale in base al sesso di appartenenza). Poi c'è la società, responsabile della discriminazione tra i sessi nei luoghi di lavoro, nei posti dirigenziali, al governo, dai quali la donna è quasi esclusa: sorprendente il risultato di una ricerca sulla situazione delle donne rispetto a quella maschile svolta dal World Economic Forum, un'organizzazione internazionale indipendente, riferito all'anno 2006 e basato su quattro fattori di valutazione: partecipazione e opportunità economiche; accesso all'educazione; influenza e potere politico; salute e aspettative di vita. Il report del "gap" tra i sessi per il 2006 riguarda tutti i Paesi dell'Unione Europea, 20 dell'America Latina e Caraibi, più di 20 dell'Africa e 10 del mondo Arabo. Tutti insieme questi 115 Paesi coprono circa il 90% della popolazione mondiale. Ecco la classifica delle 10 nazioni in cui lo status femminile si avvicina molto a quello maschile: 1. Svezia 2. Norvegia 3. Finlandia 4. Islanda 5. Germania 6. Filippine 7. Nuova Zelanda 8. Danimarca 9. Regno Unito 10. Irlanda. Gli Stati Uniti si piazzano al 22esimo posto, mentre chiudono la classifica il Chad, l'Arabia Saudita e lo Yemen. L'Italia si piazza solo 77esima, come fanalino di coda dell'Unione Europea, escludendo Cipro. Credo poi che oggi la donna, spesso rassegnata, non faccia abbastanza per ergersi con maggiore autoconsapevolezza e decisione a difesa dei propri diritti, lottando per una condizione degnamente umana da ogni punto di vista: condizione dalla quale a tutt'oggi è troppo spesso esclusa.
http://www.feltrinelli.it/FattiLibriInterna?id_fatto=8777

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Bisogna imparare a fare delle cose importanti.
Bisogna avere delle idee grandi.
Bisogna riempire gli occhi e il cuore di cose
che siano all'inizio di un grande sogno.
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A.Tarkovskij
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ma i sogni
potranno vivere e guidarci
solo se
continueremo a lottare
senza MAI darci per vinti
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SFreud
(3°)
ESSERE
DONNE
NEL MONDO
CONTEMPORANEO
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La prima causa di morte delle donne tra i 16 e i 60 anni in EUROPA e' la VIOLENZA. DUECENTO MILIONI DI DONNE SPARITE. Un rapporto denuncia gli orrori del genocidio nascosto: MUTILAZIONI-sono 2 milioni le bimbe e ragazze vittime ogni anno di mutilazioni genitali (infibulazione). STUPRI-Un quinto delle donne del pianeta è vittima di stupro o di tentato stupro nel corso della vita. OMICIDI-Tra 1,5 e 3 milioni di bambine e di donne vengono uccise ogni anno solo perchè femmine. PROSTITUZIONE-Tra 700mila e 4 milioni di donne sono costrette a prostituirsi ogni anno. Le statistiche parlano chiaro: circa 200 milioni di donne, ragazze e bambine sono "demograficamente scomparse". Un eufemismo che nasconde uno dei più scioccanti crimini contro l'umanità: la sistematica eliminazione delle femmine, solo in quanto tali vittime di omicidi, fame, povertà e discriminazioni di ogni tipo. L'inoppugnabile "soluzione finale" per molte, inizia già prima di nascere. "Almeno 60 milioni di bambine sono state cancellate in seguito ad infanticidi o aborti selettivi di feti femmine"-spiega Amartya Sen, premio Nobel per l'economia 1998 che si avvale dell'OMS. In paesi quali Cina, Corea del sud, India e Nord Africa, le pratiche anti-bambine sono all'ordine del giorno, tanto che nell'ultimo censimento cinese il rapporto maschio-femmina è stato stravolto. Stessa cosa in India. Ma la condanna in base al sesso prosegue anche dopo la pubertà: ogni anno 3 milioni di donne e di ragazze sono uccise perchè femmine. Ovvero più dei 2,8 milioni di individui stroncati dall'AIDS e dei 1,2 milioni falciati dalla malaria. Per non parlare delle 5mila donne che ogni anno muoiono bruciate in incidenti domestici da cucina provocati dalla famiglia dello sposo quando la dote è considerata insufficiente. Dalla Cambogia agli USA e dalla Thailandia alla Svizzera, la violenza domestica resta,in assoluto la più diffusa, tanto che una percentuale oscillante tra il 40 e il 70% delle donne assassinate nel mondo, è vittima di mariti o fidanzati. Il 47% delle donne uccise in Egitto è eliminato da un parente dopo uno stupro che "infanga la reputazione della famiglia". In Pakistan almeno tre donne vengono freddate ogni giorno in "omicidi d'onore" che restano impuniti al 100% perchè come denuncia l'attivista Nahida Mahbooba Elahi "la polizia li giudica affari privati e si rifiuta regolarmente di perseguirli". Nel 2005 la violenza sessuale contro donne continua ad affliggere una donna su cinque, e non solo nei paesi in via di sviluppo, portando il totale delle donne violentate ad oltre 700 milioni: 25 milioni solo negli USA. Un netto peggioramento si è registrato anche nel commercio illegale di "schiave del sesso" che oggi affligge tra i 700mila e i 2 milioni di donne e ragazze vendute ogni anno tra i confini internazionali. Nonostante le crociate internazionali sono in aumento un pò dovunque i casi di mutilazione ( infibulazione) genitale: 6mila al giorno per un totale di circa 130milioni nel mondo. Nei paesi dove solo i maschi hanno accesso alla Sanità, sono 600mila le donne che muoiono durante il parto: una cifra uguale al genocidio del Rwanda ne